|
Musica parallela
Parlare di musica come ballare di architettura! |
|
25.02.2004 Ecco una canzone che riesce a descrivere alla perfezione una generazione di ragazze. Si puó odiarle o non capirle ma a me viene soprattutto piú facile amarle.[...]
Si sveglia che fa buio ormai d'abitudine La notte le regala un'aria più complice Detesta il vuoto dei rumori della realtà (Aurora sogna) Ma col volume a stecca può sopravvivere (Aurora sogna) Sogna una carne sintetica Nuovi attributi e un microchip emozionale Sogna di un bisturi amico che faccia di lei Qualcosa fuori dal normale Qualche gelato al giorno forse la nutrirà Non crede nell'amore in ciò è molto semplice Come si chiama questa voglia di vivere (Aurora sogna) Che nel suo corpo ha bisogno di espandere (Aurora sogna) Sogna una carne sintetica Nuovi attributi e un microchip emozionale Occhi bionici più adrenalina sensori e cibernetica neurale Sogna una carne sintetica nuovi attributi e un microchip emozionale Labbra cromate ricordi seriali Emozioni e un nuovo impianto sessuale Lei senza più mangiare lei senza più dormire Lei senza più mangiare lei senza più dormire Sogna una carne sintetica Nuovi attributi e un microchip emozionale Sogna di un bisturi amico Che faccia di lei qualcosa fuori dal normale Sogna una carne sintetica Nuovi attributi e un microchip emozionale Occhi bionici più adrenalina sensori e cibernetica neurale Le stesse facce di ogni giorno fanno male Le stesse voci recitanti giudicare Posa l'orecchio sul bicchiere e sente il mare Ma non il suono della musica che piace a lei La solitudine che indossa è più normale Di una prudente saggia e isterica morale Aurora sogna e nei suoi sogni sa cercare Senza paura un'esclusiva felicità Sogna una carne sintetica Nuovi attributi e un microchip emozionale Sogna di un bisturi amico che faccia di lei Qualcosa fuori dal normale Sogna una carne sintetica Nuovi attributi e un microchip emozionale Occhi bionici più adrenalina sensori e cibernetica neuraleSogna una carne sintetica nuovi attributi e un microchip emozionale Labbra cromate ricordi seriali Emozioni e un nuovo impianto sessuale Sogna una carne sintetica
27.01.2004 Anime Salve, Fabrizio DeAndre', 1996 Negli ultimi anni della sua vita il piú grande dei nostri cantautori, uno dei massimi poeti del novecento, aveva di gran lunga diradato le sue pubblicazioni. I suoi dischi erano diventati sempre piú accurati e cesellati, pensati e vissuti. Tre anni prima di lasciarci Fabrizio De Andre' pubblicó Anime Salve. L'album doveva essere un lavoro a due mani con Ivano Fossati ma alla fine, nonostante il notevole contributo del piú giovane autore genovese, fu pubblicato dal solo Faber. Anime Salve é un concept album sul tema del contrasto tra le maggioranze e le minoranze. Il pensiero autonomo di De Andre' piú di una volta si era soffermato sull'argomento che puó addirittura essere considerato un fil rouge in tutto il suo songbook.[...]
La parola minoranza, nel suo uso comune, porta con se' un significato negativo: si é minoranza in contrasto con una maggioranza, cosa che sembra volere presupporre una maggiore ragionevolezza nell'opinione dei piú, suffragata da fatti o da altre cose. In poche parole fare parte di una minoranza vuol dire, purtroppo, essere esclusi. De Andre' si lancia contro questo tipo di pregiudizio.
In Princesa, ispirata ad un famoso fatto di attualitá, racconta la storia di un viados brasiliano, donna in un corpo di uomo. Ecco quindi il tema dell'omosessualitá e dell'emarginazione, della prostituzione e dell'amore come rinascita. Si prosegue con la straordinaria Khorakane'. Pochi lo sanno ma alla fine della seconda guerra mondiale pochissimi erano i superstiti del popolo zingaro. I nazisti li catturarono, li sterminarono in uno dei genocidi piú dimenticati dalla storia. É facile odiare gli zingari, non pensare al fatto che sono rappresentanti di una civiltá millenaria e totalmente diversa dalla nostra. In un'intervista Faber disse che si poteva parlare male di loro in molti modi ma che nessuno poteva ricordare di una guerra combattuta dal popolo zingaro. Meglio ancora degli svizzeri perché gli zingari rubano, é vero, ma non per mezzo di banca... Sono proprio loro le Anime salve, cioé libere, cui il disco é dedicato.
Ma la riflessione non si ferma. Dolcenera é una storia d'amore, amore rubato e illegale. Quindi ecco gli adulteri, colpevoli di amare ingannando, destinati alla riprovazione di tutti. Ma quando c'é l'amore non c'é spazio per niente altro, non esiste nessun altra veritá. Ma i sentimenti si intrecciano, l'amore e l'odio si danno la mano non visti. La discordia fra gli uomini in Sardegna si chiama Disamistade ma é sempre la stessa storia, in ogni parte del mondo. Si uccide, si odia, si prega fianco a fianco nella stessa chiesa, vittime e aguzzini. E l'amore, ospite indesiderato non puó essere mai condannato. Neppure quando si ama una bambina che ancora gioca con l'altalena. Solo la violenza rende il mondo una porcheria, lasciamo che questo povero infelice dica: Ho visto Nina volare, non le fará mai del male, la ama piú di noi. L'amore ha l'amore come solo argomento e il tumulto del cielo ha sbagliato momento.
Il disco si conclude con una preghiera. Per essere esatti si conclude la carriera di Faber e una parte della storia d'Italia. La Smisurata Preghiera é un'invocazione a Dio. Non importa quale dio, non importa neanche se rimmarrá inascoltata. Forse per vivere ci basta soltanto poter pensare che qualcuno ci sia, che qualcuno ci ascolti. Forse un giorno verrá una mano a sollevarci dall'ingiustizia...
"Ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco non dimenticare il loro volto che dopo tanto sbandare è appena giusto che la fortuna li aiuti"
09.01.2004 Certe volte per eliminare le tossine é necessario un lungo periodo di riposo e di astinenza dai vizi. Ma le due cose non erano proprio possibili per Manuel Agnelli, soprattutto tutte e due insieme. Perché allora non pubblicare un disco?
Gli Afterhours nel 1995 non riuscivano a vendere i propri dischi alle etichette che contano e la frustrazione aumentava. La musica non era male ed i testi erano in inglese, quindi vendibili anche nel mercato europeo. Qualcosa peró non andava.
E Manuel, folgorato sulla via di Damasco, decise che il nuovo album sarebbe stato tutto in italiano. Il gruppo si rivolse alla Mescal, unica etichetta disponibile a produrlo e regaló agli appassionati del rock un disco indimenticabile.
Germi é perfetto. Non una parola sbagliata, non un assolo inutile: tutta la rabbia del mondo per dire quello che non va nel mondo, nella nuova generazione, nell'amore moderno. Il valore delle canzoni di questo disco é inestimabile: ribadiscono che fare rock in italiano é possibile anche senza le ballatone alla Ligabue. Una lezione che sará mandata a memoria dalle altre due band di rock italiano veramente interessanti, i Marlene Kuntz e i Verdena. Ma non é solo la scena indipendente a notare gli Afterhours: le radio mandano continuamente il primo singolo Ossigeno e la bellissima Dentro Marylin é cantata addirittura da Mina.
La musica degli Afterhours é un rock garage speziato di sentimenti con una rabbia finora inedita nel panorama italiano. Restano i testi di Manuel Agnelli, stimatissimo anche da gente che con il rock alternativo ha poco a che fare come il nostro poeta Ivano Fossati. Bastino per rendere l'idea le splendide Plastilina, Strategie e Vieni dentro.
Verso la fine del disco due canzoni manifesto. Pop che indica tutto quello che il gruppo non vuole fare e la fantastica cover di Mio fratello é figlio unico, tributo dovuto ad un grande quasi dimenticato della musica italiana, Rino Gaetano.
02.01.2004 L'imboscata, Franco Battiato, 1996 Ho sempre considerato Battiato uneccezione fra i nostri cantautori. Quello che sicuramente lo contraddistingue non è tanto lattenzione ai testi che grazie alla collaborazione di Manlio Sgalambro hanno negli ultimi anni raggiunto il valore di riflessioni filosofiche. La particolarità di Battiato è tutta negli arrangiamenti e nella cura nella ricerca della melodia. Sono noti a tutti le sue incursioni nella musica classica e nella sperimentazione colta che negli anni settanta gli valse premi e riconoscimenti nellavant guarde europea. Limboscata è un disco di canzoni. Quello che spesso era stato rimproverato a Battiato nel corso dei dischi e degli anni era una presunta incapacità di conciliare la raffinatezza dei testi con le evoluzioni melodiche, come se le due cose scorressero su due binari paralleli. In Limboscata Battiato smentisce questo tipo di critiche. E lo fa con una triade di canzoni che aprono il disco, raffinato pop, quasi poesie in forma canzone. Di passaggio tratta un tema particolarmente caro al nostro autore, quello della caducità della vita, che come tutti sappiamo è una cosa che ci accade mentre siamo intenti a fare altre cose, per esempio a scrivere su un blog. Poi troviamo Strani giorni, in cui lo snobismo del cantautore siciliano si trasforma in un allucinato viaggio fra visioni futuribili alla Dick e ricordi del passato, Luomo neozoico dellera quaternaria. Ma il capolavoro è la terza canzone, La cura, musica e testo lanciati come una rosa rossa in faccia a chi ascolta, una poesia damore di quelle che farebbero la fortuna di tutti gli innamorati. In tutta lopera di Battiato forse solo E ti vengo a cercare aveva raggiunto questi risultati. Il disco prosegue con memorie del passato, forse autobiografiche, Ecco comè che va il mondo e Memorie di Giulia, entrambe dedicate alleducazione sentimentale, quando non sessuale del giovane Franco. Come tutti i dischi della trentennale carriera del cantautore siciliano anche Limboscata è colmo di citazioni letterarie molto colte, spesso difficili da interpretare per i non iniziati. Ciò non toglie che, anche alloscuro di questi sottotesti, canzoni come Seconda feira e Amata solitudine restano care persino a chi non sia particolarmente un fan di Battiato. Concludo con la citazione di due canzoni che mi hanno molto intrigato, per ragioni personali ma niente affatto imperscrutabili come Ein tag aus des Leben den kleinen Johannes e Splendide previsioni che si apre con il meteo in tedesco
05.12.2003 Italian rum casusu cikty, Elio e le storie tese, 1991 La mitica formazione di musica demenziale si forma a Milano nel 1983. Passano molti anni prima che Elio e i suoi scudieri decidano di pubblicare un album, addirittura sei. Ma si fanno comunque conoscere in televisione e nei teatri di tutta Italia. Nel 1991, notissimi, pubblicano un disco che é tutt'ora amatissimo da legioni di fan, le cosiddette Fave.
Italian, rum casusu cikty é un capolavoro della musica leggera italiana. Per la raffinatezza delle partiture musicali e per la dissacrante genialitá dei testi il gruppo viene subito paragonato a Frank Zappa ed alle sue Mothers of Invention. Molti pregiudizi accompagnano ancora questo ensemble musicale che sembra ormai avere detto tutto quello che poteva e che ha ricevuto un colpo quasi fatale con la morte del polistrumentista Feyez. In moltissimi sono convinti che si sia trattato solo di cabaret. Ma Elio e le storie tese sono molto di piú, addirittura la voce sardonica di una generazione di perdenti che ha imparato a ridersi addosso.
I pezzi leggendari sono tanti da Servi della gleba, geniale parabola di innamorati respinti, a La vendetta del fantasma formaggino, passando per la triste storia del Vitello dai piedi di balsa. Ma come tacere dello scatenato ballo Pippero o dell'inno generazionale Supergiovane?
Per i fan trascrivo una chicca dal booklet del disco, l'introduzione a Servi della gleba:
È noto fin dai tempi del feudalesimo come l'amore per una giovane donna possa trasformare un giovane uomo in un Servo della Gleba. Riportiamo qui di seguito le principali fasi di tale trasformazione.
FASE 1: il presagio. Il giovane racconta agli amici di aver conosciuto una ragazza carina, simpatica ma specialmente intelligente con la quale parla bene. Non si dimostra interessato sessualmente.
FASE 2: lésso. Il giovane e' convinto di aver trovato la donna della sua vita; si interessa perniciosamente ai racconti delle di lei vacanze; modifica le proprie abitudini e i propri gusti (alimentazione, musica, abbigliamento, cinema) nel tentativo di compiacerla. I numerosi pacchi agli amici sono sintomatici del passaggio alla successiva FASE 3: Servo della Gleba. È il momento decisivo della mutazione. Se il SdG idealizza l'amata a tal punto da non ritenersene degno (APPROCCIO NEGATIVO) entra nella sottofase vegetal: osserva apaticamente il mondo che lo circonda ed entra in rapporto simbiotico-umorale con l'amata (es. lei e' felice perche' sta con uno figo -> anche lui e' felice; ricordiamo infatti che il SdG vive generalmente una condizione di sudditanza amorosa, e non un reale rapporto di coppia). Se il SdG opta per una dichiarazione (APPROCCIO POSITIVO) si hanno due possibilita'. a) ottiene un si': viene accolto nel nirvana, conosce tutti gli dei e si muove leggermente sollevato da terra. Perde ogni contatto con gli amici. b) ottiene un due di picche: entra nel limbo, indossa una corona di spine e soffre di una forma collaterale di pessimismo affettivo che si manifesta con frasi del tipo: "Non trovero' mai la persona giusta" e ancora "Sono io ad essere sbagliato". Dopo qualche tempo ricontatta gli amici giustificando mesi di silenzio con la frase: "Ho avuto un casino di robe da fare", Un SdG che collezioni 10 o piu' 2 di picche assurge allo status di Gran Maestro dei Glebas, vive in eremitaggio e diventa meta di pellegrinaggio per altri SdG ai quali legge il futuro servendosi di un mazzo di 2 di picche.
03.12.2003 Viaggio senza vento, Timoria, 1993 Viaggio senza vento assomiglia a un film.
Abbiamo un protagonista, Joe e una trama ben precisa.
In poche parole il nostro Joe comincia a bucarsi in una cittá di provincia, Brescia, ed in qualche modo riesce a uscirne. Come nei migliori film questa storia ha un'ottima colonna sonora.
La generazione senza vento di cui parlano Pedrini e compagni é parallela a quella americana del grunge. Come i cuginetti americani i Timoria guardano con simpatia agli anni settanta e raccontano preminentemente di droga e storie vissute. Come Mother love bone, gruppo storico e misconosciuto del pregrunge, sono nati come cover band dei Queen.
La voce di Francesco Renga é assolutamente eccezionale, qualcosa che nella storia della musica italiana puó essere paragonata solo all'ugola d'oro di Demetrio Stratos. Ma la perizia strumentale dell'intero gruppo lascia a bocca aperta.
A chi li ha sempre considerati un gruppo clone dei Litfiba consiglio di ascoltare canzoni come Sangue impazzito, La cura giusta o Il guerriero.
Storie vissute, normale squallore di provincia ed il male assoluto dell'eroina. Una canzone su tutte? Verso oriente anche se la versione live, senza l'apporto di Eugenio Finardi, é assolutamente migliore dell'originale.
28.11.2003 Non all'amore né al denaro né al cielo, Fabrizio DeAndre', 1971 Fabrizio DeAndre' é il maggiore poeta italiano del dopoguerra.
Lo dico senza timore di smentita con la mia solita antipatia per le classifiche e per i giudizi affrettati.
Nel 1971 decide di confrontarsi con l'opera di Edgar Lee Masters, l'antologia di Spoon River, testo americanissimo. Chi non conosce il disco frutto di questo incredibile incontro puó credere che questa decisione sia stata dettata al cantautore genovese dal desiderio di abbandonare i temi solitamente cari parlando di qualcosa assolutamente alieno al suo mondo.
Sarebbe un terribile errore.
Faber prende dieci delle poesie dell'antologia e le mette in musica. Chi ha davanti agli occhi il testo delle canzoni e l'originale fatica a credere ai suoi occhi. Nessun significato si perde nella traduzione, i temi tipici della cultura provinciale americana diventano sotto la penna di DeAndre' universali. In una straordinaria sequenza si possono ascoltare canzoni veramente immortali.
Tra tutte il capolavoro romantico di Un malato di cuore e la versione originale dell'amarissima Un giudice resa famosa in seguito dalla PFM.
Ma come pochi altri tutto il disco merita l'attenzione e il rispetto dovuti a un'opera d'arte.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|