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  Musica parallela
Parlare di musica come ballare di architettura!
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29.03.2004

Sam Cooke

Sam Cooke(1931-1964), figlio di un pastore protestante e di una cantante gospel, é stato l'inventore della musica soul.
La sua voce unica, capace di acuti e toni bassi, dolcezza e grinta da rocker ha portato la musica dell'anima fuori dalle chiese aprendo la strada a grandissimi cantanti come Otis Redding e James Brown.[...]
Fin da giovanissimo cominció a cantare come solista in gruppi di musica gospel diventando molto famoso nel circuito ecclesiastico statunitense, una celebritá della comunitá nera priva di diritti dei primi anni cinquanta.
Ma al giovane Sam questo successo non bastava. Si rendeva conto di essere dotato di grande talento e scriveva canzoni di incredibile bellezza al punto da essere considerato ancora oggi il piú grande cantautore nero americano nonostante la brevitá della sua carriera. Quindi, dopo aver cambiato nome per non offendere la famiglia e i fan, Sam Cooke si decise a cimentarsi con la cosiddetta musica leggera. Gli effetti furono eccezionali. La sua fama si espanse oltra la comunitá nera ed i suoi padelloni cominciarono a girare anche nelle case della borghesia bianca. Un successo destinato a durare poco. Durante un litigio nel dicembre nel 1964, Sam Cooke fu ucciso da tre colpi di pistola dalla tenutaria di uno squallido albergo ad ore. Uno dei giorni piú tristi della storia della musica.
L'ereditá di Sam Cooke é stata raccolta in un primo momento da Otis Redding, dunque da tutti coloro che si sono cimentati con il soul e con il rock negli anni seguenti. Basta citare alcuni titoli come Bring it on home to me(incisa in seguito anche da Paul McCartney, John Lennon, Aretha Franklyn, Rod Stewart), A change is gonna come(The Band, Tina Turner), Cupid(Graham Parker, Supremes, Chain gang, Wonderful world, Having a party, Another saturday night e molte, moltissime altre.
Qualcuno ha detto che il suo omicidio é stata la piú grave perdita per la comunitá nera americana dopo quello di Martin Luther King.

scritto da Sergio PB alle ore 16:38 commenta    leggi commenti (50)

29.03.2004

Highway to hell, Ac/dc, 1979

Un ottimo modo di chiudere il decennio. Questo fantastico gruppo australiano capitanato dal grande chitarrista Angus Young trova alla fine degli anni la formula magica per pubblicare splendidi dischi di hard rock.[...] Highway to hell in particolare é l'ultimo disco con il cantante originario Bon Scott, che muore tragicamente qualche mese dopo la pubblicazione. La voce in acido dello sfortunato artista rende il muro sonoro degli Ac/dc assolutamente unico. La title track, Highway to hell, é una affettuosa parodia della zeppeliniana Stairway to heaven ed allo stesso tempo un manifesto ineguagliabile della musica del gruppo. Ancora oggi dopo 25 anni le folle oceaniche che si riversano ai loro concerti si scatenano all'ascolto di questo diabolico inno.
Ma i pezzi memorabili dell'album sono moltissimi. Basti citare successi clamorosi come Girls got rhythm o Touch too much per rendersi conto del grande livello del disco che all'epoca rese il gruppo australiano famoso in tutto il mondo lanciandolo verso una lunghissima carriera che da ancora il meglio di sé con i mirabolanti live. Il gruppo, che ha portato in giro per l'Europa un tour con i Rolling Stones lo scorso anno, é infatti ancora vivo e vitale. Il momento d'oro é probabilmente passato da un pezzo ma la bravura tecnica di Angus e soci associata ad un umorismo quasi unico nella storia dell'hard rock, permette alla band di non passare mai di moda.
E poi diciamoci la veritá: come non ballare con If you want blood(You've got it)?

scritto da Sergio PB alle ore 16:22 commenta    leggi commenti (42)

26.03.2004

Feels like home, Norah Jones, 2004

Con il suo nuovo album la piú grande promessa della musica americana si sposta ancora di piú verso il country. L'amore e l'attenzione verso le roots della musica a stelle e strisce si notano anche nella presenza di ospiti di rilievo nell'album, Dolly Parton, per fare un nome, nella divertente ballata bluegrass Creepin' in.[...]
L'album si trova fra i primi posti delle classifiche di vendita in tutto il mondo aiutato dall'incredibile successo del precedente Come away with me e dal singolo(e video)killer Sunrise. Come nel fortunatissimo album di esordio la maggiorparte dei pezzi sono scritti dalla stessa Jones e dal talentuoso contrabbassista Lee Alexander. La band é completata dal chitarrista Kevin Breit, dalla corista giapponese Daru Oza e dal batterista jazz Andrew Borger. In alcuni pezzi del disco, a sottolineare ancora la volontá di indirizzare verso la musica americana il suono, compaiono due membri della gloriosa Band(cui Scorsese ha dedicato un film mitico, The last waltz) Levon Helm e Garth Hudson. Va' poi sottolineato il prezioso apporto dato dalla chitarra di Adam Levy in alcune canzoni.
Norah si misura con tre cover. La prima, Be here to love me, porta la firma del compianto artista country Townes Van Zandt. Dunque un pezzo composto dal grande Tom Waits,The long way home ed infine, a chiusura dell'album la vera chicca, Don't miss you at all. La Jones riarrangia la musica della canzone strumentale di Duke Ellington Melancholy ed aggiunge le liriche. L'effetto é notevole, soprattutto per la bravura della giovane artista nel rendere attuale un pezzo di oltre cinquanta anni fa.
Questo secondo ed attesissimo album quindi é una conferma della classe intravista e celebrata nell'esordio. Oltre alla giá citata Sunrise ci sono altri pezzi destinati a smuovere le classifiche, tra tutti What am I to you, In the morning e The prettiest thing.

scritto da Sergio PB alle ore 14:09 commenta    leggi commenti (7)

25.03.2004

The blower's daughter, Damien Rice, 2003

Non so se questa rimarrá la mia impressione definitiva ma la canzone che amo di piú di O in questo momento é The blowers's  daughter...[...]
 
Ed ecco che le cose vanno cosí
Proprio come avevi detto che sarebbe stato
La vita scorre facile su di me
Il piú delle volte
 
E le cose vanno cosí
La storia piú corta
Né amore né gloria
Nessun eroe nel suo cielo
 
Non ti posso togliere gli occhi di dosso(4volte)
 
Ed ecco che le cose vanno cosí
Proprio come avevi detto che sarebbe stato
Abbiamo entrambi dimenticato la brezza
Il piú delle volte
 
Ed ecco che le cose vanno cosí
L'acqua piú fredda
La figlia di Blower
L'allieva che si rifiuta
 
Non ti posso togliere gli occhi di dosso(4volte)
 
Oh, ho detto che ti odio?
Ho detto che voglio lasciarmi tutto dietro?
 
Non posso dimenticarti(4volte)

scritto da Sergio PB alle ore 14:09 commenta    leggi commenti (20)

23.03.2004

O, Damien Rice, 2003

Ascolto Damien Rice e mi sembra di sognare. Le sue canzoni sono familiari come se le avessi sentite milioni di volte ma allo stesso tempo nuove e bellissime. Giá dalla prima traccia, Delicate, le emozioni esplodono e i ricordi si concentrano su Jeff Buckley e Nick Drake, per fare due nomi, i primi che vengono in mente.[...]
Dalla seconda canzone, Volcano, entra nel disco la splendida voce di Lisa Hannigan. Ed é la seconda folgorazione. I due amici duettano in maniera eccezionale, la musica scarna li accompagna in una vera e propria festa dell'ascolto. Il terzo pezzo é un capolavoro destinato a sopravvivere nel tempo. The blower's daughter ha una perfetta combinazione di testo e musica. La voce di Damien si alza sofferta e bellissima e si cristallizza in una frase semplice e perfetta: I can't take my eyes off you.
Davvero non c'é una canzone brutta nell'album. Cito ancora la sognante Amie e la tenera Cannonball.
Il miracolo della musica d'autore ha trovato un nuovo meraviglioso scudiero. Si chiama Damien Rice ed O é il suo primo disco.

scritto da Sergio PB alle ore 12:54 commenta    leggi commenti (9)

15.03.2004

Fashion Nugget, Cake, 1996

Ecco un gruppo davvero originale. I Cake di John McCrea sono attivi dall'inizio degli anni novanta e propongono un interessantissimo mix di funk e jazz accompagnato dalla scanzonata attitudine alla pigrizia del leader e cantante.[...] Joel canta come se non volesse farlo ed il gruppo lo segue di pari passo. Il tutto é condito con un eccellente partitura di basso, aggressiva quanto basta per i paragoni con i Red Hot Chilli Peppers. I Peppers tra l'altro partecipano a Fashion Nugget con una jam in The distance.
Il disco in questione ha come punti di forza due eccezionali cover: quella della terribile I will survive di Gloria Gaynor che diventa una divertentissima ballata pop e quella della famosissima canzone tradizionale latina Qui sás che tradotta in inglese diventa Perhaps,Perhaps,Perhaps. Lo stile dei Cake si ama o si odia, ma i riff di tromba e l'atmosfera cool si apprezzano a prescindere da i gusti musicali. Come pezzi originali l'album offre la nostalgica Frank Sinatra e la notevole Friend is a four letter word.

scritto da Sergio PB alle ore 17:25 commenta    leggi commenti (15)

10.03.2004

Say hello to Heaven, Temple of the dog

Qui il testo originale...
Sotto una traduzione per quelli che non masticano l'inglese.[...]
Per favore madre abbi pietá
Portami via da questo posto
E dalle maledizioni che il vento ha portato con se
Che continuo a sentire nella mia testa
Le parole non si ascoltano mai
E i maestri non imparano mai
Ora sono riscaldato dalla candela
Ma mi sento troppo freddo per bruciare
Veniva da un'isola
Ed é morto sulla strada
Si faceva del male come un'anima che si spezza
Ma non mi ha mai detto nulla
Perció salutami il paradiso
 
Ingenuo come un bambino
Perso come una preghiera
Il cielo era il tuo campo di gioco
Ma la terra fredda é stata il tuo letto
Povero ragazzo curioso delle stelle
Lei non ha lacrime nei suoi occhi
Tagliate via come sospiri
Lei sa che l'amore guarisce tutte le ferite col tempo
Adesso sembra che anche il troppo amore
Non sia abbastanza, devi cercare
Un'altra strada perché questa
Non ha uscita, salutami il paradiso
 
Non avrei mai voluto
Scrivere queste parole per te
Con le pagine di frasi
O di cose che che non faremo mai
Per questo ho spento la candela,e
Ti ho portato a letto
Finché non potrai dirmi
Adesso come quei cani ti hanno spezzato le ossa
Rimane solo da dire una cosa
Salutami il paradiso

scritto da Sergio PB alle ore 18:35 commenta    leggi commenti (11)

10.03.2004

Temple of the Dog, 1990

Nel 1990 il grunge esisteva giá ma non se ne era accorto ancora quasi nessuno. Kurt Cobain viveva ancora ad Aberdeen e una delle band piú quotate di Seattle si chiamava Mother Love Bone. [...]Era un gruppo di street metal, un po' come i Guns n' Roses e gli Aerosmith. Il cantante aveva una voce fantastica e si chiamava Andy Wood. Oltre alla voce Andy aveva anche una forte dipendenza dall'eroina. Quando morí a causa di una overdose la scena di Seattle fu molto scossa. Il primo disco dei Mother uscí postumo ma la band non esisteva giá piú. Stone Gossard e Jeff Ament si unirono al cantante Eddie Vedder per formare i Pearl Jam che in meno di un anno avrebbero realizzato Ten. Ma prima era necessario un ultimo saluto al loro vecchio compagno andatosene troppo presto.
Con Chris Cornell e i suoi Soundgarden si formó cosí per un solo album un supergruppo grunge. Alle voci Chris ed Eddie Vedder, alla chitarra Stone Gossard ed ad accompagnarli Ament e tutti i Soundgarden. L'ascolto di Temple of the dog é un'esperienza irrinunciabile. Le canzoni piú incredibili sono Hunger strike e la fantastica Say hello to heaven ma tutto il disco ha una carica emozionale unica.
In onore di Andy Wood.

scritto da Sergio PB alle ore 18:15 commenta    leggi commenti (12)

09.03.2004

Coda di lupo, Fabrizio DeAndre'

Ed ad un Dio fatti il culo non credere mai...[...]
Quando ero piccolo minnamoravo di tutto correvo dietro ai cani
e da marzo a febbraio mio nonno vegliava
sulla corrente di cavalli di buoi
sui fatti miei sui fatti suoi
e al dio degli inglesi non credere mai
E quando avevo duecento lune e forse qualcuna è di troppo
rubai il primo cavallo e mi fecero uomo
cambiai il mio nome in "Coda di lupo"
cambiai il mio pony con un cavallo muto
e al loro dio perdente non credere mai
E fu nella notte della lunga stella con la coda
che trovammo mio nonno crocifisso sulla chiesa
crocifisso con forchette che si usano a cena
era sporco e pulito di sangue e di crema
e al loro dio goloso non credere mai
E forse avevo 18 anni e non puzzavo più di serpente
possedevo una spranga un cappello e una fionda
e una notte di gala con un sasso a punta
uccisi uno smoking e glielo rubai
e al dio della Scala non credere mai.
Poi tornammo in Brianza per lapertura della caccia al bisonte
ci fecero lesame dellalito e delle urine
ci spiegò il meccanismo un poeta andaluso
"per la caccia al bisonte disse il numero è chiuso"
e a un dio a lieto fine non credere mai.
Ed ero già vecchio quando vicino a Roma a Little-Big-Horn
capelli corti generale ci parlò alluniversità
dei fratelli tute blu che seppellirono le asce
ma non fumammo con lui non era venuto in pace
e a un dio fatti il culo non credere mai.
E adesso che ho bruciato venti figli sul mio letto di sposo
che ho scaricato la mia rabbia in un teatro di posa
che ho imparato a pescare con le bombe a mano
che mi hanno scolpito in lacrime sullarco di Traiano
con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia
ma colpisco un po a casaccio perché non ho più memoria
e a un dio senza fiato non credere mai.
1

scritto da Sergio PB alle ore 18:24 commenta    leggi commenti (9)

09.03.2004

Sarah Vaughan

Riapro il blog per parlare di un'altra grande interprete dopo Billie Holiday, Nina Simone, Janis Joplin, Norah Jones e Joni Mitchell.
Sarah Vaughan(1924-1990) é stata una delle cantanti piú influenti della storia del jazz.[...] Nella sua carriera é stata accompagnata da musicisti straordinari come Charlie Parker, Miles Davis, Dizzie Gillespie, Count Basie e Quincy Jones, giungendo ad una popolaritá che raramente altre grandi interpreti hanno conquistato. Nera e proveniente da una famiglia di umili origini é riuscita per i suoi grandi meriti a conquistare un posto d'onore nella cultura statunitense fino ad avere il privilegio di partecipare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Los Angeles del 1984.
Sassy, suo soprannome fin da teenager, ha inciso molti standard jazz e sono rimaste nella storia alcune sue interpretazioni come quella di Misty. Ma vale la pena anche ricordare la cover di What is this thing called love del grandissimo Cole Porter.
 

scritto da Sergio PB alle ore 16:41 commenta    leggi commenti (3)

02.03.2004

Poco tempo

Cari amici e appassionati di musica purtroppo per ora ho poco tempo per aggiornare il blog. Presto tornero' al ritmo precedente ma per ora proprio non posso. Un saluto a tutti!

scritto da Sergio PB alle ore 15:42 commenta    leggi commenti (10)
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